Il pacchetto sicurezza ed i nuovi poteri ai Sindaci

Questo governo non finirà mai di stupirci. Certo non è facile governare con il “reparto geriatria” ed “il quarto braccio di regina coeli” che un giorno si e l’altro pure minacciano la crisi, così si arriva agli “obbrobri” inimmaginabili in campagna elettorale, come l’indulto e “dulcis in fundo” “Il pacchetto sicurezza”.
“Pacchetto sicurezza”, che trasferirebbe ai sindaci poteri di polizia, che rappresenta un precedente pericolosissimo che potrebbe partire dall’espulsione dell’immigrato per poi finire di diventare strumento di ulteriore pressione elettorale.
I Sindaci, non hanno gli stessi problemi di maggioranza. Hanno una legge elettorale diversa, che li “blinda”, e spesso (nei mandati successivi) si circondano di “pupazzi” che alzano la mano a comando, in quanto durante i mandati hanno possibilità di consolidare personalmente il bacino di voti e quindi possono tranquuillamente circondarsi di persone che non li infastidiscano contraddicendoli.
I poteri dei Sindaci, andrebbero sottoposti (specie al Sud) ad una maggiore pressione di controlli legali, ed invece il “governo”, mette tra le mani delle “famigghie” nuove armi per il controllo del consenso: quelle di polizia.
Ma ce l’abbiamo la Polizia, anzi ne abbiamo due (!), perchè non lasciamo alla polizia i poteri di Polizia ed ai Sindaci le funzioni amministrative, pretendendo da entrambi una maggiore efficacia nella loro azione?
Mi chiedo anche se i sindaci potranno costituire delle squadre che possono girare con le camice nere ed i manganelli a caccia di extracomunitari ed avversari politici. Manca solo un piccolo dettaglio: il cambio di denominazione, basta con “sindaco”, chiamiamoli Potestà è più bello!
Ragazzi ditemi che siamo su scherzi a parte.

ANDATE A CASA, e mentre lo fate assicuratevi che Mastella venga processato dal suo giudice naturale.

Ciao Democrazia, feliceiovino.

Apre il meetup di Nola

Ho aperto il meetup di Nola Amici di Beppe Grillo.

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Viaggio nell’utopia di Güssing,che le grandi lobby non lo vogliono

GÜSSING – La citt
à dell’utopia si chiama Güssing, ha quattromila abitanti e un profeta: Rheinard Koch, 46 anni, un ingegnere alto due metri e quattro che giocava a basket nella nazionale austriaca e che ha realizzato il sogno di trasformare il paese dove è nato in un’isola pulita che produce da sé, tutta l’energia di cui ha bisogno.

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Dal Blog di Grillo

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Mastella è indagato per abuso d’ufficio, finanziamento illecito ai partiti, concorso in truffa nell’ambito di finanziamenti europei e nazionali da De Magistris. Appena lo sa ne chiede il trasferimento. Non ci riesce. De Magistris diventa l’indagato. Qualcuno fa uscire notizie riservate dalla Procura di Catanzaro. De Magistris riceve una busta con delle pallottole. Va avanti lo stesso. Mastella minaccia di mandare a casa Prodi a primavera. L’inchiesta è subito tolta a De Magistris. E’ finita qui?
Si, è finita, ma per il centro sinistra. E’ morto, defunto. Nessun partito ha chiesto le dimissioni di Mastella. Vergogna. In un Paese normale Mastella sarebbe a Ceppaloni a raccogliere pomodori. E Prodi, anche lui indagato? E’ sereno. Il giudice non c’è più e oggi, insieme al compare Mastella, è a Napoli per ricevere il Papa.

Marco Travaglio mi ha inviato una lettera sulla soluzione finale.

Caro Beppe,
due settimane fa, ad Annozero, avevo evocato Licio Gelli e il Piano di rinascita della P2 e me ne hanno dette di tutti i colori. In realtà, ero stato troppo ottimista. Ormai siamo oltre Gelli, oltre la P2. Siamo al golpe politico-giudiziario.
Per una volta, inseguire gli aspetti tecnico-giuridici della decisione del Procuratore generale di Catanzaro di strappare di mano l’inchiesta “Why Not” su Prodi, Mastella & C. al titolare, cioè al pm Luigi De Magistris, è inutile e fuorviante. Meglio andare subito alla sostanza, che è questa: il magistrato che aveva raccolto elementi sufficienti per indagare Mastella per abuso, truffa e finanziamento illecito, cioè riteneva di aver trovato i soldi, non potrà portare a termine la sua indagine, ormai in dirittura d’arrivo. Il fascicolo passerà a un altro magistrato, che impiegherà mesi per studiarsi tutti gli atti. E, se non vorrà fare la fine di De Magistris – attaccato da destra e da sinistra, difeso da nessuno, ispezionato per mesi e mesi, trascinato dinanzi al Csm, proposto per il trasferimento immediato e infine espropriato del suo lavoro – ascolterà l’amorevole consiglio che gli danno il governo e l’opposizione una volta tanto compatte: archiviare tutto, lasciar perdere, voltarsi dall’altra parte.
Checchè se ne dica, questa non è una questione privata fra De Magistris e Mastella. Questa è la soluzione finale dopo vent’anni di guerra della politica alla Giustizia. E’ il coronamento del sogno dei vari Gelli, Craxi e Berlusconi di fermare sul nascere le indagini sul potere. Gelli, Craxi e Berlusconi, nella loro ingenuità, pensavano che per farlo occorresse modificare la Costituzione, scrivendoci che la carriera dei pm è separata da quella dei giudici e che le procure devono obbedire al governo.
Mastella e chi gli sta dietro hanno capito che non occorre cambiare le norme: basta creare le condizioni di fatto perché tutto ciò accada. Appena un pm apre un fascicolo sugli amici di un ministro, se ne chiede il trasferimento (del pm, non del ministro). Anche se la richiesta non sta in piedi, non importa: quando il magistrato arriverà al sodo, salendo di livello dagli amici del ministro al ministro stesso, il ministro sosterrà che il pm lo fa perché ce l’ha con lui. E, col gioco delle tre carte, riuscirà a convincere qualche alto magistrato a scambiare le cause con gli effetti e a scippare l’indagine al pm per “incompatibilità”. Come se fosse il pm ad avercela col ministro, e non il ministro ad avercela col pm. Si chiama “guerra preventiva”, e non l’ha neppure inventata Mastella. L’aveva già teorizzata Mao: “Colpirne uno per educarne cento”. Funziona.” Marco Travaglio

La legge Levi commentata

Una legge emanata il 3 agosto? uhm….be’ sono dei “progressisti riformatori e stakanovisti”, non puoi pensare sempre al peggio, prima li voti e poi non ti fidi. Hanno scritto nel programma che “liberavano” l’informazione dalle influenze esterne. Si per
ò il 3 Agosto…? Berlusconi ci faceva uno dei 18 tentativi di “salvapreviti”, il 3 agosto… leg

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Ricardo Franco Levi, e la ridicola legge sui blog

Niente da fare questi continuano a voler prosciugare il mare con il bicchiere, ed il 79° posto nel mondo che ci qualifica di paese “semilibero” in materia di informazione  non basta alla “Casta.”. Per vederli soddisfatti ora dobbiamo arrivare al livello della Birmania dove il regime ha cercato (invano) di tagliare le comunicazioni con il resto del mondo. Così i ragazzi di tutto il mondo scriveranno su Blogspot, WordPress e tutti gli altri strumenti multimediali che la rete gli mette a disposizione, in Italia “La Casta” non decide di “normalizzarsi”, decide invece per la censura. Continuare a fare i propri comodi mettendo il bavaglio all’unico mezzo di informazione ancora libero: Internet.
A questa gente va ricordato (perchè ogni tanto lo dimenticano) un articolo della Ns Costituzione:

Art. 21.

 

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

 

Il 12 ottobre 2007 è stato approvato in Consiglio dei ministri un disegno di legge “per la nuova disciplina dell’editoria quotidiana”, che ha suscitato grande scalpore in quanto ridefinisce i requisiti che un mezzo di informazione deve possedere per essere ritenuto un “prodotto editoriale”. Esso prevede che chiunque abbia un blog o un sito personale debba registrarlo al ROC, uno speciale registro dell’Autorità delle Comunicazioni, producendo dei certificati e pagando eventuali marche da bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. Obbliga altresì chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile, pena il rischio di incorrere in responsabilità penali anche rilevanti. Il contenuto del disegno legge ha suscitato da subito molte critiche e perplessità per il suo tentativo di equiparare, dal punto di vista legale, i siti web personali al resto della stampa.

L’antipolitica”

Io mi chiedo chi è davvero l”antipolitica”. .

  • L’antipolitica è usare la politica a scopi personali
  • L’antipolitica è il nepotismo, il familismo
  • L’antipolitica è l’intreccio affari-istituzioni
  • L’antipolitica è la lottizzazione degli enti
  • L’antipolitica è la mancanza di controlli sugli organi istituzionali
  • L’antipolitica è la mancanza della certezza del diritto

Liste civiche: gli errori da non fare.

I vecchi volponi della politica sanno che i movimenti dal basso sono difficili da controllare e che dopo un po si schiantano su se stessi, per le lotte intestine e la sete di affermazione personale. I vecchi “girotondini” tornano alla carica “ringalluzziti” dai movimenti di piazza e fondano il partito delle “liste civiche”, appropiandosi o sfruttando una Keyword di Grillo che ha un po spaventato il Palazzo, ed è rimbalzata di media in media, da istituzione ad istituzione, fino ad arrivare ai consigli comunali cittadini e paesani.
Cosi nasce l’iniziativa: del 6 ottobre a Roma dal titolo ‘Dal V-Day alla Lista Civica Nazionale’ di Roberto Alagna, Oliviero Beha, Pancho Pardi, Elio Veltri.
La cosa meravigliosa del V-DAY era l’assoluta mancanza di bandiere e la trasversalità dell’operazione.
Grillo è stato capace di catalizzare l’attenzione di tutta l’opinione pubblica, lo ha fatto con una potenza tale da far tremare le fondamenta di tutte le istituzioni, ho visto sbiancare uno ad uno tutti i politici, ho visto Mastella sudare. Il perchè è facile da decifrare: Grillo ha centrato al cuore il problema, lo ha saputo esporre senza la “spocchia patinata” dell’uomo di sinistra e senza la mancanza di equità sociale dell’uomo di destra. Ha saltato a piè pari tutti i retaggi della Resistenza e della Repubblica di Salò che ci hanno divisi per 60 anni, mentre “la casta” prosperava, agitando lo spauracchio dei fascisti e dei comunisti ad ogni tornata elettorale. Grillo ha capito che questi temi non sono più attuali, non esistono più fascisti e comunisti, esiste un popolo che unito sta cercando dei parametri normali di convivenza democratica. E chi ha studiato un po di diritto costituzionale sa perfettamente che un ordinamento democratico è fatto da una miriade  di pesi e contrappesi, e che basta solo un piccolo squilibrio negli organi e tra gli organi dello Stato, basta una piccola omissione di incompatibilità ed altri microeventi (micro rispetto all’ordinamento che è mastodontico) a creare dei veri e propri crolli che possono essere devastanti fino alla totale cancellazione dell ordinamento stesso.
Tra questi squilibri ci sono le incompatibilità,  nessun condannato, 2 mandati etc , ed in questo momento, in Italia, questi squuilibri sono migliaia.
Con tutta la stima e l’affetto che nutro per Beha e gli altri, mi sembra inopportuno la formazione del nuovo partito e sopratutto sfruttare il V-day per lanciare le proprie iniziative.
In questo momento c’è un Leader vero uno che è riuscito ad abbattere il muro di gomma, cosa che non è riuscita ai “girotondini”, che sono imposi su se stessi dopo pochi mesi. Se davvero gli intenti sono buoni e non c’è solo bramosia personale, prima di fondare 18000 partitini occorre sentire cosa pensa Grillo in proposito e magari accodarsi. Partire sparati con un iniziativa “dal V Day alla lista civica Nazionale”, è un po da para….uli  (puzza un po di Mastellata) quindi il progetto va bocciato integralmente.

feliceiovino

Parodia spot telecom – dedicato a Beppe grillo e al V-DAY

Parodia spot telecom – dedicato a Beppe grillo e al V-DAY

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SPOT V-Day AMICI DI BEPPE GRILLO NAPOLI

SPOT V-Day AMICI DI BEPPE GRILLO NAPOLI

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