Il processo Mills nella terra dei cachi

La terra dei cachi e le sue istituzioni fondanti,  stamattina hanno ricevuto il solito attestato di stima e fiducia da parte di Silvio  Berlusconi (non mi riesce a chiamarlo Presidente del consiglio, non ne è legittimato, anche se lo votasse tutto il mondo ).

Si trattava del processo Mills, che ovviamente i più non sanno cosa sia (questo è il bello della nostra informazione), cosi approfitterò per dare una spolveratina ai vecchi scheletri di Silvio che in questo momento in Italia gode di una “maggioranza Bulgara” (e volevo anche vedere,…. con tutti i mezzi di comunicazione che possiede!).

La spolveratina allo scheletro: l’informazione italiana dovrebbe fare così, ricordare ogni volta che nomina il processo Mills e gli altri capi d’accusa (spesso per associazione mafiosa), deve spiegare anche di cosa si sta parlando, in modo che ognuno non debba andare su Wikipedia ad informarsi ogni volta.

Mills era un Consulente della fininvest per la finanza estera inglese, è accusato di falsa testimonianza , corruzione in atti giudiziari a favore di Silvio Berlusconi dalla procura di Milano.

Questo processo nasce da una lettera scritta da Mills al suo commercialista dove dichiarava che Berlusconi aveva versato in nero sul suo conto in Svizzera, tramite il suo dirigente Carlo Bernasconi, 600000 USD.

Il versamento era dovuto alle testimonianze reticenti davanti al tribunale di Milano, nel quale, nel processo della corruzione alla Guardia di Finanza e nel processo dei fondi neri di All Iberian, non ha detto tutto quello che sapeva. Dice testualmente Mills al suo commercialista “Ho tenuto fuori Mr B. da un mare di guai”.

Cosi stamattina al “Processo Mills”, erano assenti i legali di Berlusconi e si è ricorsi all’ Avvocato d’ufficio: Chiara Zardi.

Niccolò Ghedini e Piero Longo, gli avvocati “ufficiali” erano impegnati nelle Commissioni parlamentari (Silvio, stranamente, candida tutti quelli che conoscono le sue faccende giudiziarie da Previti a Longo, contentini?).

Ma si ma che li facciamo a fare i processi? In mano a sta gente sono diventati una barzelletta.

Aboliamoli .

Ricardo Franco Levi, e la ridicola legge sui blog

Niente da fare questi continuano a voler prosciugare il mare con il bicchiere, ed il 79° posto nel mondo che ci qualifica di paese “semilibero” in materia di informazione  non basta alla “Casta.”. Per vederli soddisfatti ora dobbiamo arrivare al livello della Birmania dove il regime ha cercato (invano) di tagliare le comunicazioni con il resto del mondo. Così i ragazzi di tutto il mondo scriveranno su Blogspot, WordPress e tutti gli altri strumenti multimediali che la rete gli mette a disposizione, in Italia “La Casta” non decide di “normalizzarsi”, decide invece per la censura. Continuare a fare i propri comodi mettendo il bavaglio all’unico mezzo di informazione ancora libero: Internet.
A questa gente va ricordato (perchè ogni tanto lo dimenticano) un articolo della Ns Costituzione:

Art. 21.

 

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

 

Il 12 ottobre 2007 è stato approvato in Consiglio dei ministri un disegno di legge “per la nuova disciplina dell’editoria quotidiana”, che ha suscitato grande scalpore in quanto ridefinisce i requisiti che un mezzo di informazione deve possedere per essere ritenuto un “prodotto editoriale”. Esso prevede che chiunque abbia un blog o un sito personale debba registrarlo al ROC, uno speciale registro dell’Autorità delle Comunicazioni, producendo dei certificati e pagando eventuali marche da bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. Obbliga altresì chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile, pena il rischio di incorrere in responsabilità penali anche rilevanti. Il contenuto del disegno legge ha suscitato da subito molte critiche e perplessità per il suo tentativo di equiparare, dal punto di vista legale, i siti web personali al resto della stampa.

Il governo si salva al Senato per un voto, “maggioronza” in ostaggio di Mastella

Si tratta di una “maggioronza”, in ostaggio di Mastella, che si sente come un a “pappece nella noce”, con il suo 1% di voti che fa la voce grossa dal primo minuto di vita di questo mandato (ce l’ha piccolo ma lo sa usare bene :), Berlusconi e gli altri fascisti sono avvisati).
Ovviamente ne all’unione ne a Mastella frega una cippa del destino della Rai, dela sua indipendenza, della pluralità, dell’informazione come bene Costituzionale. Si sono “scannati” per un semplice motivo di lottizzazione. Se conosco i Campani ed il Meridione Mastella alle prossime elezione salirà al 6-7%, grazie a come ha gestito il potere. Si perchè qua funziona la politica del “Do ut des”.  e la politica di Mastella di questa legislatura e tutti i fattori che l’hanno determinata, farà accrescere i voti di Mastella di diversi punti (chi vivrà vedrà).
Però alcune domande non posso fare a meno di farmele? Se cade il governo cosa farà Mastella? Verrà preso nella CDL? Andrà a ricattare Berlusconi? E per quanto ancora potrà fare questo giochetto? Troverà sempre una maggioranza dove infilarsi? Verrà sempre accolto a braccia aperte?
La morale della favola  è,che vale sia per i progressisti che per i conservatori:, che potrebbero fare un patto e stabilire una regola erga omnes 🙂  : Mastella va lasciato fuori, e lo si fa correre da solo.

Rosa Russo Iervolino e le scuse Americane

1. Rosa Russo Iervolino e le scuse Americane
(News/Napoli Politica)

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Napoliaffari, che è uno dei pochi strumenti di comunicazione che non ha ricevuto un Euro in  finanziamenti dalle istituzioni, nonostante sia tra i portali Napoletani più visitati, vuole essere uno strumento libero di informazione, non anarchico, si badi bene, anzi, uno strumento per chiedere quella che un giorno si chiamava “la normalità”, e che i nostri politici Campani sembrano aver perso di vista. Napoliaffari, non fa parte di nessun schieramento politico, anzi è APOLITICO, nel senso che se ne sta fuori, ma pretende dalla politica LE CAPACITA’,  ed altre virtu che certamente in questo momento sembrano latitare dal panorama politico Italiano.

Così quando Rosa Russo Iervolino afferma : “L’allarme dell’ambasciata americana sui rischi per la salute a Napoli a causa dei rifiuti “è inopportuno e intempestivo perché interviene quando l’emergenza rifiuti è ormai alle spalle. La città è pulita e i cumuli di rifiuti non ci sono più”.

  • Mi vengono i brividi perchè non è vero,almeno non lo è  per la periferia e l’hinterland, dove i cumuli di immondizie sono stati raccolti ben più tardi rispetto al centro di Napoli, rimanendo per giorni sotto il sole.
  • E poi, mi fa pensare che i nostri politici sono molto lontani dal significato che in altri paesi ha la parola “CITTADINO”, cosi noi mentre tutti i Tg del mondo (persino quelli Cinesi), parlano di disastro rifiuti, Il sindaco chiede le scuse ufficiali Americane, per l’avviso dell’Ambasciatore USA ai cittadini americani in Viaggio a Napoli.

 A me piacerebbe che le nostre istituzioni avessero la stessa cura per noi cittadini Napoletani e Campani, ma si sa non è così. Secondo questa logica emerge che dal “CAOS RIFIUTI” sarà l’ambasciatore americano a dovere delle scuse, non certo il Sindaco ed il Governatore ai CITTADINI Campani e Napoletani ed a tutti i cittadini del mondo che hanno a cuore le bellezze storiche e  naturali della Campania.

E l’assessore all’Ambiente, Gennaro Nasti, (un  Verde tra l’altro) spiega che “tanto l’Osservatorio epidemiologico cittadino che quello regionale della Azienda Sanitaria Locale Napoli 1, che hanno puntualmente eseguito tutti gli interventi di sanificazione del territorio ed hanno effettuato un attento monitoraggio in stretto contatto con le strutture sanitarie regionali, hanno ufficialmente escluso l’incidenza della emergenza rifiuti sulle normali patologie registrate nel territorio cittadino”, vale a dire non c’è stato nemmeno un caso di colera. 

Insomma la linea generale della Giunta è “Quisquiglie”, ma a questa giunta va ricordato il primato della Campania nei decessi per cancro,  dovuto proprio al minimizzare degli amministratori.

Ultima annotazione:

“Sia la Iervolino che il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, ammettono comunque che gli incendi dei cassonetti sono stati un problema, “ma li abbiamo circoscritti e, anche se non salubri, non hanno mai costituito un pericolo diretto per turisti e cittadini: in caso contrario avremmo preso provvedimenti”.”

Perchè volete dire che potevate prendere dei provvedimenti e non lo avete fatto?

feliceiovino

(tengo famiglia)

“Partecipo decido e scelgo”, il nuovo slogan del Partito Democratico.

“Partecipo decido e scelgo”, 

non e’ uno scherzo, e’ davvero lo slogan del Nascente Partito Democratico. Suona un po come, “No alla Guerra senza se e senza ma” (poi abbiamo finanziato tutte le missioni di guerra possibili), com’era quello sui Pacs? non me lo ricordo, poi c’era quello sui precari, le pensioni, quello sulla normalizzazione del sistema televisivo, quello sulla certezza della pena, quello sulle leggi ad personam di berlusconi, quello sul potere di acquisto dei salari.

E quando mai a D’Alema è importato qualcosa

E quando mai a D’Alema è importato qualcosa delle aspettative dell’elettorato del suo schieramento. Appena eletto la prima cosa che ha fatto ha dichiarato Mediaset “patrimonio nazionale”, dove 15 gg prima, parlava di “normalizzazione del sistema” dei media. Lui non ha capito ancora o non vuole capire.

http://pesimedia.wordpress.com/2007/02/25/il-governo-e-una-cosa-gratis-per-gli-italiani/

Ma questo governo aveva degli impegni con il suo elettorato

L’Italia ha una deriva neofascista, perchè diritti elementari di tutte le democrazie sono rappresentati oramai solo dalle frange estreme della sinistra (rifondazione si è ammorbidita). Il risultato? Che chiunque chiede il rispetto dei diritti fondamentali è un comunista!! Ed il signore in questione (S. Berlusconi) ne approfitta a piene mani,  ghettizzando il pensiero  e le richieste di equità democratica sotto l’etichetta di comunismo. Con le nuove generazioni rintronate con  Amici , Gdf, Pupe e secchioni etc… la vedo dura. La priorità assoluta è il RIPRISTINO DELL’INFORMAZIONE IN ITALIA RADENDO AL SUOLO TUTTO IL SISTEMA ATTUALE DI INFORMAZIONE MARCIO E PILOTATO (sarà difficile far perdere l’abitudine ai giornalisti attuali di servire padroni), per avere una rieducazione dei cittadini, un risveglio della capacità critica verso i punti fermi della convivenza civile.

Una Repubblica fondata sulle balle

Freedom House ha censito le democrazie nel mondo. Le dittature sono sempre in vantaggio. Solo 90 Stati su 193 sono democratici.
L’Italia compare nella ricerca come Stato democratico.
Questa notizia è stata ripresa con gioia da alcuni giornali italiani.
Infatti “l’ordine del silenzio” ha accuratamente evitato di riportare la classifica di Freedom House sulla libertà d’informazione.
Dove l’Italia è all’ottantesimo posto. Dopo Tonga e Botswana. E appena prima di Antigua e Barbuda e di Burkina Faso.
Nel 2004 era al settantaquattresimo posto. Stiamo scavando.
Una Repubblica fondata sulle balle

Rifondare il giornalismo.

Ma come si fa a non capire che il giornalismo va completamente RIFONDATO!!
Il mestiere che dovrebbe raccontare, controllare, spiegare, si è trasformato nel mestiere del silenzio! Ognuno è asservito alla sua parrocchia (ed a proposito di parrocchie non mancano casi in cui i soggetti in questioni sono alle dirette dipendenze di cardinali o vescovi!!)
In Italia non ci sono più giornalisti, questa categoria è stata completamente cancellata, al suo posto è venuto fuori un altro mestiere: il lecca…..smo.
Non saprete mai la verità da un servizio giornalistico, perchè ognuno teme di ledere il suo padroncino, ed è anche per questo che nei Tg sono ormai sempre più frequenti i servizi che parlano di ricette o di concorsi di bellezza, ma nessun accenno a fatti che interessano davvero la nazione. Non vi manca un bell’approfondimento in prima serata sulla vicenda processuale di Berlusconi riguardo alla Mondadori ed i giudici di Roma? L’avete mai vista? Io no. Un bell’approfondimento sul perchè Previti è stato condannato ed invece il Berlusca è ancora a piede libero (nella casa della libertà :)) “di silvio”).
Nessuno ha gridato allo scandalo, non un righino, nessuno che abbia sollevato la questione e far contare la metà degli “intelligentoni” (i non coglioni) italiani sul naso e fargli scoprire che 2+2 fa 4? Se Previti compie qualcosa per avvantaggiare Berlusconi ed è colpevole (condannato), non vi viene il sospetto che il Berlusca dovrebbe se non proprio fargli compagnia, ma almeno sparire definitivamente dalla scena politica ed imprenditoriale italiana?
Invece no. Non vi indigna che un mestiere così delicato come il giornalismo, che è il sottile filo che unisce la gente ai fatti che accadono in un paese sia passibile di manipolazioni, affiliazioni, simpatizzazioni…….. La freedom house qualche tempo fa ci ha messo tra i paesi “quasi liberi”, questo lo vorrei ricordare ai politici di nuova nomina e di maggioranza, che hanno promesso una redistribuzione della libertà di espressione nel nostro paese.
Ricordatevi che senza rifondare il giornalismo, rimarremo paese semilibero.

feliceiovino