Ricardo Franco Levi, e la ridicola legge sui blog

Niente da fare questi continuano a voler prosciugare il mare con il bicchiere, ed il 79° posto nel mondo che ci qualifica di paese “semilibero” in materia di informazione  non basta alla “Casta.”. Per vederli soddisfatti ora dobbiamo arrivare al livello della Birmania dove il regime ha cercato (invano) di tagliare le comunicazioni con il resto del mondo. Così i ragazzi di tutto il mondo scriveranno su Blogspot, WordPress e tutti gli altri strumenti multimediali che la rete gli mette a disposizione, in Italia “La Casta” non decide di “normalizzarsi”, decide invece per la censura. Continuare a fare i propri comodi mettendo il bavaglio all’unico mezzo di informazione ancora libero: Internet.
A questa gente va ricordato (perchè ogni tanto lo dimenticano) un articolo della Ns Costituzione:

Art. 21.

 

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

 

Il 12 ottobre 2007 è stato approvato in Consiglio dei ministri un disegno di legge “per la nuova disciplina dell’editoria quotidiana”, che ha suscitato grande scalpore in quanto ridefinisce i requisiti che un mezzo di informazione deve possedere per essere ritenuto un “prodotto editoriale”. Esso prevede che chiunque abbia un blog o un sito personale debba registrarlo al ROC, uno speciale registro dell’Autorità delle Comunicazioni, producendo dei certificati e pagando eventuali marche da bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. Obbliga altresì chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile, pena il rischio di incorrere in responsabilità penali anche rilevanti. Il contenuto del disegno legge ha suscitato da subito molte critiche e perplessità per il suo tentativo di equiparare, dal punto di vista legale, i siti web personali al resto della stampa.

Liste civiche: gli errori da non fare.

I vecchi volponi della politica sanno che i movimenti dal basso sono difficili da controllare e che dopo un po si schiantano su se stessi, per le lotte intestine e la sete di affermazione personale. I vecchi “girotondini” tornano alla carica “ringalluzziti” dai movimenti di piazza e fondano il partito delle “liste civiche”, appropiandosi o sfruttando una Keyword di Grillo che ha un po spaventato il Palazzo, ed è rimbalzata di media in media, da istituzione ad istituzione, fino ad arrivare ai consigli comunali cittadini e paesani.
Cosi nasce l’iniziativa: del 6 ottobre a Roma dal titolo ‘Dal V-Day alla Lista Civica Nazionale’ di Roberto Alagna, Oliviero Beha, Pancho Pardi, Elio Veltri.
La cosa meravigliosa del V-DAY era l’assoluta mancanza di bandiere e la trasversalità dell’operazione.
Grillo è stato capace di catalizzare l’attenzione di tutta l’opinione pubblica, lo ha fatto con una potenza tale da far tremare le fondamenta di tutte le istituzioni, ho visto sbiancare uno ad uno tutti i politici, ho visto Mastella sudare. Il perchè è facile da decifrare: Grillo ha centrato al cuore il problema, lo ha saputo esporre senza la “spocchia patinata” dell’uomo di sinistra e senza la mancanza di equità sociale dell’uomo di destra. Ha saltato a piè pari tutti i retaggi della Resistenza e della Repubblica di Salò che ci hanno divisi per 60 anni, mentre “la casta” prosperava, agitando lo spauracchio dei fascisti e dei comunisti ad ogni tornata elettorale. Grillo ha capito che questi temi non sono più attuali, non esistono più fascisti e comunisti, esiste un popolo che unito sta cercando dei parametri normali di convivenza democratica. E chi ha studiato un po di diritto costituzionale sa perfettamente che un ordinamento democratico è fatto da una miriade  di pesi e contrappesi, e che basta solo un piccolo squilibrio negli organi e tra gli organi dello Stato, basta una piccola omissione di incompatibilità ed altri microeventi (micro rispetto all’ordinamento che è mastodontico) a creare dei veri e propri crolli che possono essere devastanti fino alla totale cancellazione dell ordinamento stesso.
Tra questi squilibri ci sono le incompatibilità,  nessun condannato, 2 mandati etc , ed in questo momento, in Italia, questi squuilibri sono migliaia.
Con tutta la stima e l’affetto che nutro per Beha e gli altri, mi sembra inopportuno la formazione del nuovo partito e sopratutto sfruttare il V-day per lanciare le proprie iniziative.
In questo momento c’è un Leader vero uno che è riuscito ad abbattere il muro di gomma, cosa che non è riuscita ai “girotondini”, che sono imposi su se stessi dopo pochi mesi. Se davvero gli intenti sono buoni e non c’è solo bramosia personale, prima di fondare 18000 partitini occorre sentire cosa pensa Grillo in proposito e magari accodarsi. Partire sparati con un iniziativa “dal V Day alla lista civica Nazionale”, è un po da para….uli  (puzza un po di Mastellata) quindi il progetto va bocciato integralmente.

feliceiovino