È infuriato Grillo, per una «Rai, che si fa bordello per far cadere il governo»

Mastella ovviamente, insiste: subito il decreto

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ROMA—Scandalizzato dalla telefonata tra Berlusconi e Saccà, nonché dalla difesa delle prerogative e del diritto alla privacy del Cavaliere fatta dal presidente della Camera, Beppe Grillo scende in campo a dire la sua. E attacca a testa bassa Fausto Bertinotti che si è «preoccupato—scrive il comico nel suo blog — per la privacy di un signore che voleva comprare un senatore. Invece di espellere questo (basso) insulto alla democrazia dalla Camera ne tutela la privacy. Boia Faust(o)».

È infuriato Grillo, per una «Rai, servizio pubblico, che si fa bordello per far cadere il governo» e per questo il messaggio a Bertinotti è che «non me ne frega un c…o della privacy di queste persone: le voglio fuori dal Parlamento, fuori dal servizio pubblico. È gente immorale, che della legalità ha sempre fatto carne da porco. E lei, tenera mammola, pensa alla loro privacy mentre viene chiesto il trasferimento dei giudici di Mastella e di D’Alema da una Letizia Vacca qualsiasi ». La difesa del presidente della Camera è affidata a Gennaro Migliore, capogruppo del Prc, secondo il quale «difendere il garantismo è un dovere morale e per la sinistra rappresenta un valore di fondo», mentre «Grillo nel suo volgare attacco a Bertinotti conferma di saper intervenire sulla scena politica solo dal buco della serratura».

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In questo clima di contrapposizione, Clemente Mastella insiste: serve un decreto legge per dare una risposta all’ «emergenza civile» causata dalle intercettazioni. E a Palazzo Chigi che sconsiglia di «agire d’impulso», il Guardasigilli replica che no, si tratta invece di un atto «ragionato», perché la sua riforma della giustizia «giace» in Senato da troppo tempo. Ma da sinistra contestano la lettura di Mastella: «L’esame del provvedimento in commissione per il 15 gennaio può essere concluso», dice il presidente Cesare Salvi di Sd, confortato da Felice Casson, e «se il governo dovesse dare più importanza» alle intercettazioni che «ai morti sul lavoro», entro il mese la riforma sarebbe varata. Che il problema ci sia comunque lo pensano in tanti nell’Unione: Dario Franceschini definisce «inammissibile» la pubblicazione delle intercettazioni, ma Antonio Polito chiede una posizione ufficiale di Veltroni sul tema: «Cosa dice di tutto questo l’esecutivo del loft?».

P.D.C.
23 dicembre 2007

Bertinotti: “più potere ai sindacati”.

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Carissimo Fausto, più che invocare più potere ai sindacati, bisogna cominciare a chiedersi a cosa servono oramai i sindacati, visto che hanno mediato tutti i propri fattori costitutivi ! Sicurezza, subordinazione in cambio di stabilità, il bilanciamento tra le parti del contattodi lavoro, il caporalato sono parole che vi ricordano qualcosa?  Quando i rappresentanti dei lavoratori si siedono ai tavoli per le trattative tornano a casa con il solito pugno di fagioli, si accordano spesso sulla pelle della gente che è la maggioranza e dovrebbe avere voce in capitolo ed invece continua a perdere potere di acquisto, diritti fondamentali, diritti della persona, svenduti per poco e niente perchè, si sa, dove c’è un popolo che scalpita c’è sempre un Masaniello che con la demagogia cerca di trarre vantaggi personali dalle situazioni.
Chi ti scrive è un iscritto CGIL, che non crede più nella lotta sindacale e sta li a ricordare perennemente nell’indifferenza generale, quali dovrebbero essere i veri compiti, cioè quelli che ne giustificano l’esistenza, del sindacato.
Gli ultimi 20-30 anni sono serviti alle associazioni dei lavoratori ad esprimere organi ed uomini politici, cosa che io trovo incompatibili perchè come sai la politica si basa sui compromessi. Ed accettare compromessi che mettono in gioco lo stile di vita, le conquiste sociali e soprattutto la sicurezza, il potere di acquisto dei salari, la stabilità del lavoro, facendo ritornare in auge vecchi modelli anzi legalizzandoli e chiamandoli con un altro nome (flessibilità), alla lunga porta ad un generale abbassamento della guardia sui diritti civili di un popolo, che strato dopo strato arriverà a tutti (nessuno si senta al sicuro). I sindacati dovrebbero ricominciare a studiarsi quali sono i principi fondamentali per i quali sono stati istituiti, mettere dei bei paletti ben fermi dopodichè possono occuparsi di pause caffè e recupero ferie, perchè l’andazzo è quello di un treno che va incontro alla montagna a 400kmh con i passeggeri ben aggrappati ai propri sediolini.
feliceiovino

Luigi De Magistris il Pg della Cassazione chiede rinvio a giudizio

Ecco come si finisce in Italia quando provi a far funzionare qualcosa. Ieri guardavo la storia siamo noi, c’erano degli extracomunitari che vivevano in condizioni di schiavitù, comprati ogni mattina, trasportati con furgoni, lavorano tutto il giorno in condizioni disumane nelle campagne della Puglia. E mi sono chiesto come è possibile che Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza ed  Ispettorato del lavoro non vedano quanto accade sotto i loro occhi. La riduzione in schiavitù in italia è ancora un reato o mi sbaglio? Certo sono norme penali scritte in altre epoche, dove esisteva ancora la solidarietà umana e gli uomini non si erano trasformati ancora in bestie, ma in Italia la riduzione in schiavitù è punita quasi come l’omicidio fino a 20 anni di prigione.
Ma questo estesissimo fenomeno, non si sa perchè viene completamente ignorato dagli organi preposti a tale controllo. C’è da dire che questi organi addetti al controllo delle condizioni di lavoro vengono pagati proprio per fare questo ma chissà perchè, a quanto possiamo vedere dalle testimonianze dirette e dai mezzi di informazione ci sono gravi omissioni alle quali nessuno sembra chiedere spiegazioni.
E come questo si possono citare in Italia milioni di esempi, di soprusi nelle cariche pubbliche, in tutti gli enti, istituti e organi istituzionali. Il sistema Italia è marcio.
E lo è talmente tanto che oramai gli organi di stampa internazionali hanno smesso di parlare di mafia e camorra ed hanno cominciato a parlare del nostro sistema “Stato”.
In tutto questo poteva mancare l’osservazione che  l’anomalia non è il magistrato che omette bensi il Magistrato che agisce.

In questa ottica la richiesta di trasferimento è legittima.