Bertinotti: “più potere ai sindacati”.

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Carissimo Fausto, più che invocare più potere ai sindacati, bisogna cominciare a chiedersi a cosa servono oramai i sindacati, visto che hanno mediato tutti i propri fattori costitutivi ! Sicurezza, subordinazione in cambio di stabilità, il bilanciamento tra le parti del contattodi lavoro, il caporalato sono parole che vi ricordano qualcosa?  Quando i rappresentanti dei lavoratori si siedono ai tavoli per le trattative tornano a casa con il solito pugno di fagioli, si accordano spesso sulla pelle della gente che è la maggioranza e dovrebbe avere voce in capitolo ed invece continua a perdere potere di acquisto, diritti fondamentali, diritti della persona, svenduti per poco e niente perchè, si sa, dove c’è un popolo che scalpita c’è sempre un Masaniello che con la demagogia cerca di trarre vantaggi personali dalle situazioni.
Chi ti scrive è un iscritto CGIL, che non crede più nella lotta sindacale e sta li a ricordare perennemente nell’indifferenza generale, quali dovrebbero essere i veri compiti, cioè quelli che ne giustificano l’esistenza, del sindacato.
Gli ultimi 20-30 anni sono serviti alle associazioni dei lavoratori ad esprimere organi ed uomini politici, cosa che io trovo incompatibili perchè come sai la politica si basa sui compromessi. Ed accettare compromessi che mettono in gioco lo stile di vita, le conquiste sociali e soprattutto la sicurezza, il potere di acquisto dei salari, la stabilità del lavoro, facendo ritornare in auge vecchi modelli anzi legalizzandoli e chiamandoli con un altro nome (flessibilità), alla lunga porta ad un generale abbassamento della guardia sui diritti civili di un popolo, che strato dopo strato arriverà a tutti (nessuno si senta al sicuro). I sindacati dovrebbero ricominciare a studiarsi quali sono i principi fondamentali per i quali sono stati istituiti, mettere dei bei paletti ben fermi dopodichè possono occuparsi di pause caffè e recupero ferie, perchè l’andazzo è quello di un treno che va incontro alla montagna a 400kmh con i passeggeri ben aggrappati ai propri sediolini.
feliceiovino

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