IL NUOVO CHE AVANZA

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La questione morale e Totò di Pietro

Certo nel bailamme istituzionale attuale, dove i diritti civili di un popolo stanno per essere azzerati ad uno ad uno dal popolo delle libertà  e delle immunità di silvio, parlare di uno come antonio di pietro potrebbe essere anche inutile. Ma la casta e l’anticasta quando danno evidenti segni di essere la stessa cosa, si perde anche l’ultima speranza che qualcosa possa cambiare.

Per fare tutto questo durante la “legislatura farsa” di Romano Prodi, abbiamo crocifisso Mastella ed il suo clan (non senza ragioni), per l’indulto e soprattutto, per la disinvoltura nella gestione del potere, intrecciato agli interessi personali di Clemente e co.

Disamorato dalla politica, dopo aver partecipato ad una campagna elettorale di Franco Barbato, e dopo aver appurato che la composizione dell’elettorato che ci avrebbe votato era in maggioranza elettorato UDEUR, e che era li per gli stessi motivi che li teneva legati a  Clemente Mastella attraverso Tommaso Barbato, dopo alcune notti insonni mi sono congedato  (a tre giorni dalle elezioni, pur consapevole della vittoria elettorale, pagando il caro prezzo di non avere la solidarietà della mia gente, che ovviamente a me, ha preferito l’onorevole, l’848).

A 3 mesi da quella data dove ho incassato il pugno nello stomaco più doloroso dellamia vita, e che mi ha insegnato definitivamente che non si puo mettere la propra vita tra le mani di persone che conosci da pochi giorni o fidarsi di loro, soprattutto quando alle spalle hanno onorevoli neo eletti e assessori provinciali, i ricordi non riescono ad abbandonare la mia mente.

Voltafaccia continui, amici che diventano nemici nell arco di poche ore lasciando punti interrogativi grossi come montagne nel tuo cuore, perche ti eri fidato di loro.

Ma si sa in politica i puri (quelli veri) pagano, ed un po cazzimma è un must. Ma una sola cosa non mi è mai balenata nella mente: quella di aver sbagliato a lasciare il carrozzone che avevo messo in piedi.

Avevo visto bene, avevo visto lontano ed il tempo mi darà ragione. Impegnato nella campagna elettorale (nella quale ci ho rimesso 293 euri perchè l’onorevole non finisce di pagare il conto a google adwords intestato a me, come il suo sito del resto, infatti appena è stato certo del risultato elettorale ha staccato la carta di credito dalla quale google scaricava autmaticamente il consumato ed a me stanno arrivando gli ordini di pagamento di quella resta che lui dice di voler pagare, ma ad oggi 11 luglio resta in sospeso e penso che a questo punto dovrò andare a pagare presto) non ho avuto il tempo di ascoltare quello che si diceva a proposito dell Antocri, la società immobiliare intestata ai figli di Di Pietro e tutta la vicenda per la quale di Pietro è stato sentito dai magistrati.

Nessun reato, per carità, almeno spero, le similitudini con Clemente Mastella sono troppe:

1) Tra il 2001 e il 2006 l IDV ha ricevuto Euro 22.366.000 di rimborsi elettorali dallo Stato.
2) Il 26 settembre 2000, nasce la libera associazione Italia dei valori Lista Di Pietro .
Oggetto sociale: La valorizzazione, la diffusione e la piena affermazione della cultura della legalità, la difesa dello stato di diritto, la realizzazione di una prassi di trasparenza politica e amministrativa .
3) quella Libera Associazione, trasformata poi in Partito politico, non si trova niente di tutto quello che dice. Partita con tre soci, l associazione Italia Dei Valori è diventato un partito a socio unico. Quindi, nessun accesso ad estranei alla visura di scritture contabili.
4) La storia di un giro di prestiti per l acquisto di immobili da parte di una società che fa capo alla famiglia Di Pietro. Tali immobili, di questa famiglia, sono poi stati affittati al partito IDV che versa affitti alquanto salati alla proprietà.

5) Veltroni ha imbarcato Di Pietro lo ha fatto per annettersi tutte le clientele dell Udc e dell’UDEUR in Calabria e in altre regioni del sud, visto che queste clientele stanno adesso tutte confludendo nell Italia dei Valori (Franco Romano, ex responsabile della Calabria, che lo ha praticamente accusato di essersi annesso tutte le clientele una volta appannaggio dell Udeur).
In pratica in zona qualcuno (che finge di essere l’anticasta e recita il copione che gli ha passato totò tr….fa ) è stato eletto con i voti di Tommaso Barbato, (me ne ero accorto c..zzo!!!).

6) il 27 febbraio Antonio Di Pietro è comparso in udienza camerale davanti al gip di Roma in veste di indagato per falso e truffa aggravata in relazione all utilizzo dei soldi pubblici incamerati dall Italia dei valori e dall ex organo di partito.

7) padre padrone che gestisce praticamente da solo un patrimonio di ormai 22 milioni di euro tra annessi e connessi. Senza che nel parito nessuno abbia diritto a metetre bocca su tutto quelloc he lui fa: dalle candidature agli acquisti degli immobili.

8) Nelle interviste si parla di una società, la Antocri (Anna, Totò e Cristiano sono i nomi dei tre figli di Di Pietro) che di fatto possiede case a Roma, a Milano, Bruxelles, Montenero di Bisacce e persino in Bulgaria e che quelle stesse case le da poi in locazione al partito, alla sede del giornale e agli uffici in cui si muove Di Pietro.

9) La tempistica sospetta degli acquisti degli immobili potrebbe fare pensare a soldi travasati dai contributi pubblici. Ma questo è tutto da dimostrare. Di fatto

10) Di Pietro ha tirato fuori quasi un milione e duecento mila euro cash negli ultimi anni solo per comprare gli appartamenti della Antocri tra Roma e Milano.

11) Sia come sia, l Italia dei valori, che è anche il nome di un altra società che ha interessi economici nel partito, è stata segnalata al Consiglio d Europa  perché ad approvarne i bilanci, per milioni di euro di fondi pubblici, è di fatto un unica persona, cioè Di Pietro stesso.

12)  Con esilaranti particolari di assemblee sociali in cui Di Pietro parla, interloquisce e obietta tutto da solo e alla fine approva i bilanci.

13) il metodo Di Pietro non ha assolutamente nulla da invidiare a quello Mastella: prima si diceva delle clientele calabresi passate in blocco dall Udeur all Idv, ebbene non è da dimenticare che all interno di questi uomini ce ne sono alcuni che il Di Pietro.

14) Come Clemente anche lui ha personaggi illustri (o almeno li ha ereditati), come nel caso dello stimatissimo avvocato Armando Veneto, ex Udeur ora maggiorente Idv in Calabria, che nel 1979 aveva tenuto l orazione funebre del boss Girolamo Piromalli, detto Momo. Di questo fatto ormai si parla persino nei libri di storia, come quello del professor Enzo Ciconte, uno dei massimi esperti della ndrangheta esistenti in Italia e consulente della stessa commissione parlamentare antimafia.

avevo visto ed ho agito senza fare calcoli, IDV= UDEUR ed io ho passato.

Impariamo a conoscere chi ci comanderà

http://it.youtube.com/watch?v=iXJin-dYraY +
http://it.youtube.com/watch?v=eoue61XDw6k

Borsellino,quello morto insieme a Falcone,giudici che saltarono in aria perchè indagavano sulla mafia,nella sua ultima intervista fa il nome di Berlusconi…rifletti

http://it.youtube.com/watch?v=F9YFUbfNtII

http://it.youtube.com/watch?v=A_g0Kyb_3-s

Indro Montanelli,il più grande giornalista d’Italia,di destra,dice che l’Italia di Berlusconi è la peggiore che lui abbia mai visto. Lui è morto ad 80 anni ed ha visto pure il fascismo.

Berlusconi acquista le tv grazie all’amicizia di Craxi,socialista e di sinistra,quelli di sinistra che lui ora odia tanto. Rete Quattro trasmette ancora illegalmente,grazie alla legge che Berlusca si è fatto fare da Gasparri. Mondadori è stata acquistata grazie alla corruzione di giudici e lui si è salvato nei processi solo xkè dal 2001 al 2006 si è fatto le leggi a suo piacere.

Tutti i processi per falso in Bilancio li ha depenalizzati e proprio l’altro ieri si è salveto xkè il fatto non costituisce più reato,xkè lui ha voluto che fosse così. Negli Stati Uniti,da lui usati sempre come modello esemplare di democrazia e libertà,questo reato è stato portato a 25 anni di reclusione.

Qui sotto elenco tutti i processi che ha alle spalle Berlusconi. Alcuni sono ancora in corso,ma nel bene o nel male è sempre riuscito a salvarsi il culo facendosi le leggi a suo piacere:

Bugie sulla loggia P2 (falsa testimonianza)
<!– D(["mb","Tangenti alla Guardia di Finanza (corruzione)\u003cbr /\u003eAll Iberian 1 (finanziamento illecito ai partiti)\u003cbr /\u003eAll Iberian 2 (falso in bilancio)\u003cbr /\u003eMedusa Cinema (falso in bilancio)\u003cbr /\u003eTerreni di Macherio (appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio)\u003cbr /\u003eCaso Lentini (falso in bilancio)\u003cbr /\u003eConsolidato gruppo Fininvest (falso in bilancio)\u003cbr /\u003eLodo Mondadori (corruzione giudiziaria)\u003cbr /\u003eSme-Ariosto (corruzione giudiziaria)\u003cbr /\u003eSme-Ariosto (falso in bilancio)\u003cbr /\u003eDiritti televisivi (falso in bilancio -?- e frode fiscale)\u003cbr /\u003eTelecinco (violazione delle leggi antitrust e frode fiscale in Spagna)\u003cbr /\u003eMafia (concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco)\u003cbr /\u003eBombe del 1992 e del 1993 (concorso in strage)\u003cbr /\u003e\u003cbr /\u003eA mio padre se non fa uno scontrino gli fanno chiudere il bar. Quest\’uomo invece sta per essere rimandato a governare una nazione. Diffondi il messaggio e fai circolare la verità.\u003cbr /\u003e\u003cbr /\u003eIo non mi sento italiano…\u003cbr /\u003e\u003c/div\u003e",1] ); //–>Tangenti alla Guardia di Finanza (corruzione)
All Iberian 1 (finanziamento illecito ai partiti)
All Iberian 2 (falso in bilancio)
Medusa Cinema (falso in bilancio)
Terreni di Macherio (appropriazione indebita, frode fiscale, falso in bilancio)
Caso Lentini (falso in bilancio)
Consolidato gruppo Fininvest (falso in bilancio)
Lodo Mondadori (corruzione giudiziaria)
Sme-Ariosto (corruzione giudiziaria)
Sme-Ariosto (falso in bilancio)
Diritti televisivi (falso in bilancio -?- e frode fiscale)
Telecinco (violazione delle leggi antitrust e frode fiscale in Spagna)
Mafia (concorso esterno in associazione mafiosa e riciclaggio di denaro sporco)
Bombe del 1992 e del 1993 (concorso in strage)

A mio padre se non fa uno scontrino gli fanno chiudere il bar. Quest’uomo invece sta per essere rimandato a governare una nazione. Diffondi il messaggio e fai circolare la verità.

Io non mi sento italiano…

rosario vastola

Dio e Cristo sono altrove. cristo day.

Non è ancora finito il calvario dei cittadini di sinistra, che hanno visto per tutta la legislatura un Mastella, odiato da tutta l’Italia, tranne il suo caro 1% con il quale si “ingroppava” prodi e tutti gli elettori del centrosinistra tutti i santi giorni.
Adesso vuole correre alle elezioni, senza leggi elettorali che darebbero il giusto peso al suo 1% spremuto tra la valle di Ceppaloni e le centinaia di accordi fatti nei luoghi più disparati dell’Italia per alcuni dei quali è statp indagato dalla procura di Catanzaro, con gli scandali che tutti ben conosciamo.
L’Italia nel frattempo è cambiata, si è svegliata, non è contenta, non ama i suoi politici (a ragion veduta), invece questi ultimi non sembrano rendersene conto.
Cuffaro si dice contento perchè è stato condannato solo per “concorso esterno” alla mafia, e che nonostante l’interdizione perpetua ai pubblici uffici resterà li dov’è, a fare il presidente della Regione Sicilia, poichè nessuna legge glielo vieta. Siamo arrivati al “raccapricciante”. Ve la immaginate la faccia di Cuffaro sui Tg Europei e le emozioni che può suscitare un presidente di una regione “in odore di mafia” ai cittadini tedeschi, inglesi e francesi? Immaginate quando lo vedono tutto contento per che è stato condannato “solo per concorso esterno alla mafia” a
5 anni di reclusione e per tale motivo non si dimetterà dai suoi incarichi?
Per non parlare di Napoli dove “il normale ciclo dei rifiuti (:))” accumula oramai per le strade delle vere e proprie Piramidi, nella completa inerzia degli organi competenti. I quali nonostante la scandalosa gestione della cosa pubblica, rimangono aggrappati alla loro funzione (poltrona, si capisce meglio?), con l’arroganza di chi sta gestendo la sua proprietà privata. Ed invece no, procedendo per assurdo quelle cariche esigono trasparenza, capacità, onore e dignità.
E guarda caso nella maggior parte degli scandali (tranne quelli napoletani dove la causa è solo l’inbaronimento dei soggetti in questione) ci sono sempre di mezzo persone che si vanno poi a nascondere dietro a qualche “tonaca”, professandosi “cristiani cattolici”.
Il caso Udc, il caso Udeur, le logge calabresi, fanno tutte capo a soggetti (tutti ex demoCRISTIANI riciclati) che parlano spesso in nome e per conto del Vaticano, organismo plurimillenario, che periodicamente diventa la vera serpe nel seno della nazione Italiana (se mai è esistita).

Il servilismo al Vaticano è il loro “nullaosta” per continuare imperterriti a saccheggiare l’Italia con vere e proprie scorribande.

Ma che fine fanno i soldi assegnati ai “dipendenti del vaticano” spesso eletti in circoscrizioni meridionali dove l’ignoranza e l’indigenza  hanno percentuali da terzo mondo? Soldi che dovrebbero ridurre il Gap tra meridione e resto del mondo, soldi che dovrebbero portare servizi pubblici, infrastrutture per le aziende, creare occupazione, creare reddito, scambi, finiscono nelle tasche di questi farabutti sponsorizzati dalla Chiesa.

Ma voglio procedere anche per assurdo e cominciarmi a fare qualche domanda:

  1. Se io fossi un ente che manipola la volontà e le coscienze, e fossi così radicato sul territorio da poter sussurrare in uno orecchio a persone ben disposte il nome di un candidato, lo farei?
  2. E se io avessi tale potere, su questa terra di conquista sguinzaglierei 4 o 5 “dipendenti (veri non quelli di Grillo)”?
  3. Un vero affare, perchè i dipendenti si pagano da soli, basta che io chiudo gli occhi sull’immoralità delle loro gesta e li accolgo sotto la tonaca nei momenti di difficoltà.

Ognuno di noi è prima cristiano e poi cattolico. Ma se devo associare Mastella e Cuffaro alla mia fede, significa che Dio e Cristo sono altrove.

VOGLIO UN C-DAY !!!! (cristo day)

È infuriato Grillo, per una «Rai, che si fa bordello per far cadere il governo»

Mastella ovviamente, insiste: subito il decreto

http://archingeo.files.wordpress.com/2007/09/grillo01.jpg

ROMA—Scandalizzato dalla telefonata tra Berlusconi e Saccà, nonché dalla difesa delle prerogative e del diritto alla privacy del Cavaliere fatta dal presidente della Camera, Beppe Grillo scende in campo a dire la sua. E attacca a testa bassa Fausto Bertinotti che si è «preoccupato—scrive il comico nel suo blog — per la privacy di un signore che voleva comprare un senatore. Invece di espellere questo (basso) insulto alla democrazia dalla Camera ne tutela la privacy. Boia Faust(o)».

È infuriato Grillo, per una «Rai, servizio pubblico, che si fa bordello per far cadere il governo» e per questo il messaggio a Bertinotti è che «non me ne frega un c…o della privacy di queste persone: le voglio fuori dal Parlamento, fuori dal servizio pubblico. È gente immorale, che della legalità ha sempre fatto carne da porco. E lei, tenera mammola, pensa alla loro privacy mentre viene chiesto il trasferimento dei giudici di Mastella e di D’Alema da una Letizia Vacca qualsiasi ». La difesa del presidente della Camera è affidata a Gennaro Migliore, capogruppo del Prc, secondo il quale «difendere il garantismo è un dovere morale e per la sinistra rappresenta un valore di fondo», mentre «Grillo nel suo volgare attacco a Bertinotti conferma di saper intervenire sulla scena politica solo dal buco della serratura».

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In questo clima di contrapposizione, Clemente Mastella insiste: serve un decreto legge per dare una risposta all’ «emergenza civile» causata dalle intercettazioni. E a Palazzo Chigi che sconsiglia di «agire d’impulso», il Guardasigilli replica che no, si tratta invece di un atto «ragionato», perché la sua riforma della giustizia «giace» in Senato da troppo tempo. Ma da sinistra contestano la lettura di Mastella: «L’esame del provvedimento in commissione per il 15 gennaio può essere concluso», dice il presidente Cesare Salvi di Sd, confortato da Felice Casson, e «se il governo dovesse dare più importanza» alle intercettazioni che «ai morti sul lavoro», entro il mese la riforma sarebbe varata. Che il problema ci sia comunque lo pensano in tanti nell’Unione: Dario Franceschini definisce «inammissibile» la pubblicazione delle intercettazioni, ma Antonio Polito chiede una posizione ufficiale di Veltroni sul tema: «Cosa dice di tutto questo l’esecutivo del loft?».

P.D.C.
23 dicembre 2007

Dal Blog di Grillo

la_soluzione_finale.jpg

Mastella è indagato per abuso d’ufficio, finanziamento illecito ai partiti, concorso in truffa nell’ambito di finanziamenti europei e nazionali da De Magistris. Appena lo sa ne chiede il trasferimento. Non ci riesce. De Magistris diventa l’indagato. Qualcuno fa uscire notizie riservate dalla Procura di Catanzaro. De Magistris riceve una busta con delle pallottole. Va avanti lo stesso. Mastella minaccia di mandare a casa Prodi a primavera. L’inchiesta è subito tolta a De Magistris. E’ finita qui?
Si, è finita, ma per il centro sinistra. E’ morto, defunto. Nessun partito ha chiesto le dimissioni di Mastella. Vergogna. In un Paese normale Mastella sarebbe a Ceppaloni a raccogliere pomodori. E Prodi, anche lui indagato? E’ sereno. Il giudice non c’è più e oggi, insieme al compare Mastella, è a Napoli per ricevere il Papa.

Marco Travaglio mi ha inviato una lettera sulla soluzione finale.

Caro Beppe,
due settimane fa, ad Annozero, avevo evocato Licio Gelli e il Piano di rinascita della P2 e me ne hanno dette di tutti i colori. In realtà, ero stato troppo ottimista. Ormai siamo oltre Gelli, oltre la P2. Siamo al golpe politico-giudiziario.
Per una volta, inseguire gli aspetti tecnico-giuridici della decisione del Procuratore generale di Catanzaro di strappare di mano l’inchiesta “Why Not” su Prodi, Mastella & C. al titolare, cioè al pm Luigi De Magistris, è inutile e fuorviante. Meglio andare subito alla sostanza, che è questa: il magistrato che aveva raccolto elementi sufficienti per indagare Mastella per abuso, truffa e finanziamento illecito, cioè riteneva di aver trovato i soldi, non potrà portare a termine la sua indagine, ormai in dirittura d’arrivo. Il fascicolo passerà a un altro magistrato, che impiegherà mesi per studiarsi tutti gli atti. E, se non vorrà fare la fine di De Magistris – attaccato da destra e da sinistra, difeso da nessuno, ispezionato per mesi e mesi, trascinato dinanzi al Csm, proposto per il trasferimento immediato e infine espropriato del suo lavoro – ascolterà l’amorevole consiglio che gli danno il governo e l’opposizione una volta tanto compatte: archiviare tutto, lasciar perdere, voltarsi dall’altra parte.
Checchè se ne dica, questa non è una questione privata fra De Magistris e Mastella. Questa è la soluzione finale dopo vent’anni di guerra della politica alla Giustizia. E’ il coronamento del sogno dei vari Gelli, Craxi e Berlusconi di fermare sul nascere le indagini sul potere. Gelli, Craxi e Berlusconi, nella loro ingenuità, pensavano che per farlo occorresse modificare la Costituzione, scrivendoci che la carriera dei pm è separata da quella dei giudici e che le procure devono obbedire al governo.
Mastella e chi gli sta dietro hanno capito che non occorre cambiare le norme: basta creare le condizioni di fatto perché tutto ciò accada. Appena un pm apre un fascicolo sugli amici di un ministro, se ne chiede il trasferimento (del pm, non del ministro). Anche se la richiesta non sta in piedi, non importa: quando il magistrato arriverà al sodo, salendo di livello dagli amici del ministro al ministro stesso, il ministro sosterrà che il pm lo fa perché ce l’ha con lui. E, col gioco delle tre carte, riuscirà a convincere qualche alto magistrato a scambiare le cause con gli effetti e a scippare l’indagine al pm per “incompatibilità”. Come se fosse il pm ad avercela col ministro, e non il ministro ad avercela col pm. Si chiama “guerra preventiva”, e non l’ha neppure inventata Mastella. L’aveva già teorizzata Mao: “Colpirne uno per educarne cento”. Funziona.” Marco Travaglio